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Allattamento
L'ALATTAMENTO AL SENO rappresenta la continuità della gravidanza, ed è il momento in cui la madre è ancora protagonista nella vita del suo piccolo fornendo l'alimentazione, nutrizione e protezione che sono fondamentali per la vita ed il corretto sviluppo del nascituro.
 
Sembra tutto facile ma bisogna ricordare che allattare non è una funzione automatica ed istintiva.
 
Nello sviluppo socioculturale e gli interventi di leggi di mercato hanno fatto si che l'allattamento venga praticato mano, in particolar modo in quei Paesi definiti industrializzati.
 
Pensate alle famiglie patriarcali dove la pratica dell'allattamento veniva insegnata per generazioni attraverso l'esperienza delle donne più grandi alle più giovani. Le sorelle minori imparavano dell'esperienze della primogenite, che a loro volta vedevano altre donne allattare.
 
Per garantire che il piccolo riceva il latte della sua mamma Molte Società Istituzionali Internazionali Governative e non, del mondo del volontariato sono scese in campo con trattati, statuti e dichiarazioni che proteggano ed incentivino questa pratica.

 Vantaggi dell’allattamento al seno
L’allattamento al seno è importante per la salute di madre e bambino a breve e lungo termine. Sono importanti sia la pratica dell’allattamento al seno sia la composizione del latte materno.

LA DINAMICA DELL’ALLATTAMENTO AL SENO
La dinamica dell’allattamento al seno aiuta lo sviluppo della mascella e di altri muscoli del bambino come la lingua ed i muscoli del condotto uditivo.
Questo sviluppo: riduce l’incidenza di otiti, aiuta a sviluppare il linguaggio, protegge contro le carie e riduce il rischio di problemi ortodontici.
I neonati ed i bambini sono in grado di regolare da soli la quantità di latte di cui hanno bisogno. Questo può avere un effetto sul controllo dell’appettito e sull’obesità in epoche successive. Questa regolazione non avviene in bambini allattati artificialmente, nei quali è la persona che somministra il latte a controllare l’appettito, piuttosto che il bambino.
L‘allattamento al seno è anche una fonte di calore, intimità e contatto, importanti per lo sviluppo fisico ed emozionale del bambino. 
  • IL LATTE MATERNO è IMPORTANTE PER I BAMBINI

    Il latte materno:

  • E’ l’alimento ideale per soddisfare i bisogni di crescita e di sviluppo del bambino.

  • Protegge il bambino contro le infezioni e può prevenire alcune morti infantili

  • Riduce il rischio di allergie ed altre patologie come il diabete giovanile.

  • Programma i sistemi del corpo che aiutano la regolazione della pressione arteriosa e riducono il rischio di obesità in età successiva.

  • E’ pronto all’uso e non ha bisogno di essere preparato.

    Il latte materno si adatta in modo perfetto ai bisogni individuali del bambino, cambia per soddisfare i bisogni che cambiano.

    I bambini che non ricevono latte materno possono avere un rischio più alto di :

  • Infezioni respiratorie, gastrointestinali ed urinarie.

  • Eczema ed altre malattie atopiche.

  • Enterocolite-necrotizzante nei nati pre-termine.

  • Ridotta performance nello sviluppo  psico-fisico.

  • Diabete giovanile insulino-dipendente, ipertensione ed obesità nell’infanzia.

  • Morte infantile nei primi 5 anni d’età.

    I pericoli legati al non allattamento sono presenti in tutte le circostanze economiche e sociali.

     

     

    PERCHE’ IL LATTE MATERNO è UNICO

    Il latte materno ha più di 200 ingredienti noti e molti altri ancora non noti. Il latte di ogni mammifero è specie specifico, cioè risponde ai bisogni specifici per la propria specie.

    Il latte materno è adatto in maniera specifica per il proprio bambino, cambia per fornire la migliore nutrizione al cambiare dei bisogni del bambino. Il colostro ed il latte materno sono adatti all’epoca gestazionale del bambino mentre il latte maturo cambia da poppata a poppata, di giorno in giorno, di mese in mese per rispondere ai bisogni del bambino.

    Il latte materno protegge contro le infezioni.

     

    COME PROTEGGE IL LATTE MATERNO

    Il sistema immunitario del bambino non è completamente sviluppato alla nascita e si sviluppa completamente all’età di 3 anni.

    Il latte materno conferisce protezione al bambino in molti modi:

  • quando la madre è esposta ad un’infezione il suo corpo produce anticorpi contro quell’infezione. Questi anticorpi passano al bambino attraverso il latte materno

  • il latte materno stimola il sistema immunitario del bambino

  • fattori presenti nel latte materno aiutano la crescita delle pareti cellulari dell’intestino del bambino ed aiutano così lo sviluppo di una barriera per microrganismi e allergeni, oltre ad aiutare nel riparare il danno prodotto dalle infezioni

  • i leucociti presenti nel latte materno sono capaci di distruggere i batteri

  • la crescita di batteri benefici nell’organismo di un bambino allattato al seno lascia poco spazio alla crescita di batteri patogeni

    il latte artificiale non contiene cellule vive, né anticorpi, né fattori antinfettivi vivi, e non può quindi proteggere attivamente i bambini dalle infezioni.

     

    COS’E’ IL LATTE MATERNO

     

    Colostro: il primo latte

    Il colostro è prodotto dal seno a partire dal settimo mese di gravidanza e la sua produzione continua durante i primi giorni dopo il parto. Ha l’aspetto di un liquido denso, appiccicoso e di colore tendente al giallognolo.

    Il colostro agisce da vernice che ricopre l intestino del neonato e lo protegge. Il colostro rappresenta la prima immunizzazione del neonato contro molti virus e batteri, e aiuta la colonizzazione dell’intestino con batteri benefici.

    Il colostro è perfetto come primo alimento dei neonati, con maggiori quantità di proteine e vitamina A, è lassativo e aiuta il neonato ad eliminare il meconio; ciò aiuta a prevenire l’ittero.

    Il colostro esce in quantità molto piccole; ciò è adatto allo stomaco del bambino e per i reni che sono immaturi e non riescono a gestire grandi quantità di liquidi.

     

    Latte materno pretermine

    Il latte materno della donna che ha partorito prima della 37 settimana di gestazione ha più proteine, maggiori livelli di minerali incluso il ferro, e più proprietà immunologiche, tutto ciò lo rende più adatto ai bisogni del neonato pretermine

     

    Latte materno maturo

    Il latte materno maturo contiene tutti i nutrienti principali, proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali ed acqua, in quantità che rispecchiano i bisogni del bambino.

    Gli ingredienti del altte materno forniscono sia i nutrienti che le sostanze che aiutano la digestione, la crescita, lo sviluppo e danno protezione contro le infezioni.

     

    NUTRIENTI NEL LATTE MATERNO

    Proteine

    La quantità di proteine nel latte materno perfetta per la crescita del manbino e per lo sviluppo del cervello. Sono facili da digerire e quindi forniscono velocemente i nutrienti al bambino. I latti artificiali contengono proteine diverse difficili e lente da digerire. Alcuni bambini possono sviluppare intolleranze verso queste proteine con sintomi come diarrea rush cutanei ed altro.

     

    Grassi

    Sono la principale fonte di energia (calorie) per il bambino,comprendono gli acidi grassi a lunga catena importanti per lo sviluppo del cervello e degli occhi insieme alle vitamine e al colesterolo.

    La concentrazione dei grassi  nel latte materno è bassa all’inizio della poppata; il latte iniziale calma la sete del bambino, il latte terminale lo sazia. Il contenuto di grassi può variare da poppata a poppata.

    Il tipo di grassi del latte materno può essere influenzato dalla dieta materne.

    Il latte artificiale non cambia durante la poppata e non contiene gli enzimi della digestione. È inoltre privo di colesterolo.

     

    Carboidrati

    Il principale carboidrato del latte materno è il lattosio, aiuta l’assorbimento del calcio e ritarda la crescita di organismi patogeni nell’intestino. Non tutti i latti artificiali contengono lattosio.

     

    Ferro

    La quantità di ferro nel latte materno è basa ma si tratta di un ferro che viene assorbito molto bene dall’intestino del bambino. Nel latte artificiale è aggiunto in grande quantità perché non viene ben assorbito e questo eccesso predispone alla  crescita di agenti patogeni nell’intestino.

     

     

     

    Acqua

    Il latte materno è molto ricco di acqua, dare da bere al bambino altri liquidi come tea o tisane è inutile e può interferire sulla produzione del latte, diminuire la quantità dei nutrienti e aumentare il rischio di malattie infettive.

     

    Sapore

    Dipende dalla dieta della mamma, le variazioni possono aiutare il bambino ad abituarsi al sapore dei cibi e all’introduzione di questi dopo i sei mesi. Il latte artificiale ha sempre lo stesso sapore e non è associato al sapore dei cibi che mangerà dopo.

     

    L’ALLATTAMENTO è IMPORTANTE PER LE MADRI LE FAMIGLIE E LE COMUNITA’

    Rispetto all’allattamento il non allattare può aumentare nella donna il rischio di:

  • Cancro della mammella ed alcune forme di cancro all’ovaio.

  • Fratture del collo del femore in età avanzata.

  • Ritenzione del grasso depositato durante la gravidanza che può portare successivamente ad obesità.

  • Anemia dovuta a deboli contrazioni dopo il parto ed alla ricomparsa precoce delle mestruazioni.

  • Avere meno occasioni per stare vicino al bambino.

    Il non allattamento al seno ha un impatto anche sulle famiglie:

  • Spese famigliari più alte per acquisto e preparazione di latte artificiale.

  • Malattie più frequenti e di conseguenza maggior spesa sanitaria

     

    I RISCHI DI NON ALLATTAMENTO AL SENO

    I rischi di non allattamento al seno sono dovuti a mancanza:

  • Dei fattori protettivi del latte materno, il che comporta un tasso maggiore di malattia

  • Di un ottimale equilibrio dei nutrienti, per esempio quelli necessari alla crescita e allo sviluppo di cervello ed intestino

    A questi si aggiungono i rischi derivanti direttamente dai sostituti del latte materno, che includono:

  • Il  latte artificiale in polvere non è sterile e durante la produzione può essere contaminato da batteri che sono stati associati a gravi malattie e morti infantili

  • Il latte artificiale può contenere ingredienti non sicuri o mancare di ingredienti essenziali

  • L’acqua utilizzata per lavare il biberon o per mescolare il latte può essere contaminata.

  • Errori nella preparazione del latte: metterne troppo o troppo poco può causare malattie al bambino.

     

     

     

BENEFICI PSICOLOGICI DELL’ALLATTAMENTO AL SENO

L’allattamento al seno favorisce lo sviluppo di un rapporto stretto e dolce fra madre e bambino, procurando alla madre un profondo senso di soddisfazione emotiva. Immediatamente dopo il parto, uno stretto contatto favorisce lo sviluppo di questo contatto chiamato bonding.

Produzione del latte nella specie umana

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Composizione del latte umano
Il latte materno viene prodotto grazie all'azione di numerosi ormoni che circolano nel corpo della donna durante la gravidanza, con intense variazioni in occasione del parto e quindi della nascita del bambino. Fra i tanti ormoni che influiscono sul processo della lattazione, i due principali sono la prolattina e l'ossitocina: la prima è responsabile della produzione del latte, la seconda invece della sua emissione. Già dal quinto mese di gravidanza il seno è pronto per la produzione del latte, durante l'ultimo periodo il seno comincia a produrre il colostro, una prima forma di latte molto nutriente e concentrata, assolutamente indispensabile per il neonato. Il colostro è un liquido di colore giallo trasparente che potrebbe fuoriuscire dal seno anche prima della nascita del bambino, con alcune gocce o più copiosamente. Questa eventualità non avviene in tutte le donne, e in ogni caso non ha nulla a che fare con la capacità di produrre il latte, che invece è una caratteristica comune a tutte le donne. Il colostro è particolarmente ricco di anticorpi che proteggono il neonato appena arrivato nel mondo esterno, in particolare con l'immunoglobulina di tipo A, e che rafforzano il suo sistema immunitario.
Dopo il parto, puerpera e neonato sono stanchi, è importante quindi che possano instaurare subito il primo contatto extrauterino e che siano liberi di riposarsi insieme. È consigliabile quindi che la madre e il bambino non siano separati, anzi, che venga favorito un immediato approccio al seno della madre per avviare subito l'allattamento materno. Il primo consiglio da dare ad una mamma che allatta è quello di avere fiducia in una buona riuscita dell'allattamento, di fidarsi di sé stessa e del proprio bambino; occorre inoltre evitare, in particolare in questi primi momenti, l'introduzione di elementi di disturbo, quali succhiotti o biberon, anche di soluzioni di glucosio o camomilla, che possono costituire un forte disturbo all'avviamento del bambino alla corretta suzione del capezzolo.
Dopo due o tre giorni dal parto (tempo fisiologico, che va atteso per la formazione della montata lattea, senza introdurre altra forma di nutrizione), il colostro si trasforma gradualmente in latte di transizione, e successivamente, nelle prime due o tre settimane, in latte maturo. Rispetto al colostro il latte diventa più opaco, ed è di colore bianco.
La montata lattea compare dopo tre-cinque giorni in media (ma anche più tardi); le mammelle possono gonfiarsi, e in certi casi possono dolere. Il meccanismo alla base della montata lattea è l'aumento della prolattina. La produzione di latte si regolerà in base alle effettive necessità del neonato, seguendo la tipica legge della domanda e dell'offerta: più il bambino succhia e più il latte viene prodotto. Il neonato infatti tramite la suzione, dà vita ad un riflesso nervoso che assicura una continua e abbondante produzione di prolattina. Al contrario l'eccesso di accumulo nel seno inibirà la produzione di latte. È molto importante, quindi, fin dall'inizio, non interferire in alcun modo con i ritmi di suzione del neonato: l'allattamento dovrà essere a richiesta (vedi sotto), e non soggetto ad orari (vedi sotto).
È consigliabile trascorrere molte ore con il bambino, per comprendere e rispondere ai suoi bisogni, e accantonare per quanto possibile tutte le altre faccende, come i lavori di casa, gli impegni professionali e altro.
Occorre tenere presente che ogni lattante ha esigenze particolari e che numero e ore dei pasti e durata delle poppate vanno adattati ad ogni singolo caso. I segnali di fame nel bambino sono molto evidenti, e compaiono prima del pianto (che è un segnale tardivo): in genere il neonato gira la testa, oppure si stiracchia, o apre le labbra tirando fuori la lingua in cerca del capezzolo. Quando la madre riconosce questi segnali è opportuno che allatti il bambino. Dal momento che non è possibile stabilire quanto latte assuma il bambino, è necessario usare strumenti alternativi per verificare l'adeguata alimentazione. L'aspetto del lattante, la quantità di urina emessa in un giorno, il comportamento tra un pasto e l'altro, possono indicare se si alimenta a sufficienza. Se il bambino urina tanto da bagnare sei pannolini al giorno, ed evacua 2-3 volte al giorno per le prime tre settimane, e almeno un volta ogni 3-4 giorni in seguito, e dimostra di stare bene, non c'è da preoccuparsi.

Indicazioni dell'OMS

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l'allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Suggerisce inoltre di proseguire l'allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera[3].

Postura

La posizione in cui il neonato è attaccato al seno è fondamentale per una buona suzione. Il neonato deve essere posto nelle condizioni migliori per succhiare col minimo sforzo.
Nella posizione classica la madre deve stare seduta comodamente, su una sedia bassa o con i piedi poggiati su uno sgabello, in modo che le ginocchia rimangano sollevate, affinché le gambe sostengano il bambino ad un'altezza sufficiente per afferrare il seno, senza che quest'ultimo subisca trazioni, o in alternativa con qualche cuscino fra le gambe della madre e il bambino. La madre non deve abbassare il busto sopra il bambino, ma viceversa è il bambino che deve essere portato al seno.
È importante che la madre e il bambino siano nella posizione detta ventre contro ventre, cioè che non sia il fianco del bambino orientato verso la madre, ma il torace e il ventre. Il bambino sarà orizzontale, con il naso davanti al capezzolo e le ginocchia all'altezza dell'altra mammella, sostenuto da una o entrambe le braccia della madre. L'orecchio, la spalla e l'anca del neonato saranno allineati.
Il neonato è attaccato correttamente quando:
  • la sua bocca è ben aperta, prende oltre al capezzolo anche parte dell'areola, il labbro inferiore è incurvato in fuori
  • è più visibile l'areola al di sopra del labbro superiore rispetto al labbro inferiore (i dotti galattofori sono spremuti dal movimento della lingua)
  • il mento e il naso del neonato toccano il seno
  • vi sono lente e profonde suzioni dopo qualche minuto di suzioni più rapide (il latte all'inizio esce più velocemente ed è più liquido)
  • l’asse che passa sa orecchio spalla anca del neonato è una linea retta.
  • si può sentire il neonato deglutire e non vi sono schiocchi, segnali di una suzione a vuoto, né si vedono fossette sulle guance
  • la mamma non avverte dolore, però nei primi giorni, anche se attaccato correttamente, è normale un leggero fastidio.

La mano della mamma può aiutare a sostenere la mammella, ma non con le dita poste a forbice (rischiano di fare pressione sui dotti galattofori), bensì con la mano a "C", con le dita lunghe e il palmo sotto la mammella e il pollice adagiato sopra.


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/24/Madonna_Litta.jpg/220px-Madonna_Litta.jpg?266

Vantaggi per la madre

È stato dimostrato che l'allattamento materno è particolarmente vantaggioso anche per la madre, durante il periodo in cui una donna allatta il corpo della madre produce ormoni che favoriscono il rilassamento e la serenità, e che aumentano l'istinto materno e il legame affettivo con il bambino. Nelle donne che allattano c'è una drastica riduzione dei casi di depressione post-parto.

Inoltre un contatto precocissimo con il bambino (nei primi minuti dopo il parto) stimola la produzione di ossitocina grazie alla quale la contrazione dell'utero risulta più rapida. L'allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza, propria in vista del periodo di allattamento, e di ritornare quindi facilmente al peso forma.

L'allattamento frequente ed esclusivo favorisce il ritardo del ritorno delle mestruazioni e permette al corpo della madre di aumentare le proprie riserve di ferro, che in genere diminuiscono con le mestruazioni. È dimostrato infine che allattare riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella.

Vantaggi per il bambino

Legame madre-bambino

Il bambino ha vissuto per nove mesi nell'utero materno, una volta nato ha estrema necessità di continuare a mantenere il contatto continuo con la madre, soddisfacendo i propri bisogni in modo immediato. L'allattamento materno risponde a questa esigenza.

Il legame materno è rafforzato grazie all'allattamento con il rilascio di ormoni che aumentano i naturali sentimenti positivi di accudimento verso il bambino. È dimostrato che fra le madri che allattano si riduce dell'80% l'insorgere della depressione post-parto. Il padre del bambino può sostenere la madre, che si dedica prevalentemente al bambino, in molti modi diversi: si è visto come questo può favorire un buon allattamento, e rafforza anche il rapporto del padre con il bambino.

Sebbene alcuni padri si sentano esclusi dalla possibilità di nutrire il bambino, altri invece ritengono l'allattamento al seno un'ottima esperienza di legame familiare. È importante che i doveri familiari e di lavoro siano ridistribuiti in modo da gravare di meno sulle spalle della donna, che dovrebbe in questo momento accudire il bambino.

Nel caso la donna debba tornare a lavorare quando il bambino è ancora piccolo, è possibile spremere il latte materno (manualmente, o con gli appositi tiralatte reperibili in commercio) e conservarlo in frigorifero (un giorno) o nel congelatore (tre mesi) per poi somministrarlo al neonato, possibilmente con un bicchierino o un cucchiaino, o con il biberon. Anche se questo metodo non risponde al bisogno di suzione non nutritiva, è comunque un ottimo metodo per permettere alla donna di allontanarsi dal bambino.

Salute

Esistono molti studi che dimostrano che l'allattamento al seno riduce nel bambino le possibilità di avere morbo di Crohn, diabete mellito di tipo 2, atopia [4] [5], aumenta la sintesi di fattori di crescita (es. IGF-I) [6], le facoltà cognitive [4], rinforza il sistema immunitario, aumenta l'altezza e diminuisce la massa grassa (effetto dovuto anche all'IGF-I contenuto nel latte materno), infatti i bambini allattati al seno di solito sono più alti e magri di quelli che hanno usato preparati commerciali che invece sono privi di fattori di crescita [6] [7]

Disturbi dell'allattamento

Controindicazioni all'allattamento

L'allattamento al seno non deve essere eseguito in alcuni casi, quando vi è pericolo di trasmissione di virus o altri patogeni altamente pericolosi (HIV, tubercolosi), se la donna abusa di alcool o nel caso in cui il nascituro sia sofferente di patologie metaboliche come la galattosemia (nei neonati affetti da questa patologia, mancano le lattasi intestinali deputate a scindere il lattosio nei suoi costituenti: glucosio e galattosio. Per questo motivo i neonati se assumono lattosio avranno diarrea cronica e disidratazione) e la fenilchetonuria[8]. Sono invece rarissimi altri disturbi metabolici che costituiscono controindicazione[8].

Esistono inoltre numerosi farmaci la cui somministrazione impedisce l'allattamento, eccone alcuni tra i tanti:

  • Bromocriptina
  • Ciclofosfamide
  • Fenciclidina
  • Fenindione

Nessun fondamento ha invece la diffusa credenza che l'allattamento al seno provochi disturbi della vista, come un generico "affaticamento dell'occhio" o un peggioramento della miopia[9] Cosa ben diversa è invece la temporanea diminuzione dell'acutezza visiva che alcune donne sperimentano durante il puerperio, causata da un "imbibimento" dell'occhio, con maggiore ritenzione idrica: si tratta di un effetto temporaneo, legato al puerperio, che sparisce dopo poche settimane[9].

Complicanze all'allattamento

Il corretto svolgimento dell'allattamento materno può sottostare ad alcuni disturbi, che possono interferirvi ma che se, correttamente affrontati, difficilmente possono condurre all'interruzione dello stesso. Tali disturbi, dovuti nella maggior parte dei casi all'erronea posizione in cui avviene la suzione del bambino, sono:

  • ragadi del capezzolo, ovvero ferite o irritazioni che possono creare fastidio o dolore, fino al sanguinamento.
  • ingorgo mammario, ovvero una ostruzione temporanea di uno o più dotti galattofori, che impedisce al latte di fluire normalmente e provoca una crescente sensazione di tensione della mammella, fino a renderla particolarmente dura e dolorante.
  • mastite, ovvero una infiammazione della mammella che consegue a una infezione batterica, la cui risoluzione spesso comporta l'utilizzo di antibiotici, e che raramente può evolversi in ascesso mammario.




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Links utili:

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lin


http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_cont



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